News dal Territorio
 

ABUSIVISMO E CONDONO EDILIZIO

COME LA SINISTRA HA DISTRUTTO IL MERCATO IMMOBILIARE DI NAPOLI CREANDO EMERGENZA ABITATIVA E NEGANDO IL DIRITTO ALLA CASA

Dalle pratiche disattese di condono, alla istituzione dei vincoli, per finire agli abbattimenti.


di Pasquale Strazzullo

L'assenza da circa un vent'anni di un buon piano regolatore, la fallimentare politica per la casa con un'insoddisfacente offerta di alloggi di edilizia residenziale pubblica accompagnata dalla mancanza di controllo da parte degli enti preposti e sotto certi aspetti, la connivenza della politica, hanno portato negli anni ottanta al boom dell'abusivismo edilizio. Un fenomeno largamente diffuso su tutta la regione Campania ma che vede al primo posto il quartiere Pianura di Napoli.

L'abusivismo edilizio speculativo è stato per anni un grande affare per la camorra e per i palazzinari di professione, ma oggi a farci le spese sono quei cittadini perbene che con non pochi sacrifici, cambiali e mutui, acquistarono singoli cespiti per mettere su famiglia ed ora si trovano ad essere attaccati dall'amministrazione comunale che a distanza di vent'anni rivendica il possesso dell'immobile e gravose indennità di occupazione. Per non parlare delle domande di condono relative alle leggi n. 47 del 1985 e la n. 724 del 1994 rimaste giacenti negli archivi del Comune di Napoli, per finire alla problematica degli abbattimenti senza distinguo e che colpisce particolarmente nuclei familiari che hanno commesso abusi di necessità e non speculativi. Ovviamente non si vuole giustificare il reato, ma prima di buttare la gente per strada dalla sera alla mattina bisognerebbe trovare loro una alternativa risolutiva così come quando le istituzioni e le forze di polizia si pongono il problema di sgombrare i campi rom abusivi o gli edifici fatiscenti occupati da extracomunitari senza permesso di soggiorno.

È un paradosso per esempio, che la Regione Campania disponga una legge per regolarizzare le occupazioni abusive degli alloggi di edilizia residenziale pubblica e non trova una soluzione per le famiglie che hanno l'ordine di demolizione e restano senza un tetto. Come se non bastasse, altre migliaia di immobili hanno subìto una svalutazione di circa il 50% da quando l'allora giunta comunale Iervolino per fare cassa pensò bene di mettere mano dopo più di vent'anni alle istanze di concessione in sanatoria degli abusi edilizi ma senza trovare una soluzione al sopraggiunto problema dei vincoli ambientali, molti dei quali sono stati istituiti in data successiva alle domande di condono. Infatti, mentre per alcuni immobili a seguito del pagamento degli oneri di urbanizzazione si è ottenuti la licenza in sanatoria definitiva, per tutti gli altri edifici ricadenti nelle zone in cui sono stati istituiti i vincoli sopraggiunti, è rimasto tutto indefinito con il conseguente risultato che le banche non rilasciano più i mutui per questa tipologia di immobili e con il conseguente risultato della svalutazione. Sebbene sembrava essere arrivati a trovare un punto di incontro tra la soprintendenza ed il comune di Napoli per sbloccare le istanze di condono lasciate in sospeso con il solo pagamento dei diritti di segreteria per la definizione dell'istruttoria, nemmeno i dieci anni di amministrazione De Magistris sono serviti a trovare una conclusione. Per altro la definizione delle pratiche di condono avrebbe riempito le casse del comune rendendolo virtuoso e ribaltando la situazione di indebitamento e di pre dissesto attuale. Invece hanno ben pensato, fuori ogni logica, di far cassa cercando di recuperare attraverso la Napoli Servizi, fantomatiche indennità di occupazione da immobili condonati che risulterebbero iscritti al Patrimonio comunale in totale contrasto con quanto previsto dalle leggi 47/85 e 724/94 che prevedono l'annullamento dei procedimenti antecedenti la presentazione di istanza di condono, tra cui l'ordine di demolizione e la eventuale consecutiva acquisizione al Patrimonio comunale che scaturisce dalla inottemperanza all'ordine di demolizione. Altra soluzione che avrebbe potuto portare a risolvere l'emergenza abitativa derivante dalle demolizioni, è l'acquisizione al Patrimonio e la messa a reddito degli immobili oggetto di demolizione che avrebbe visto anche un notevole risparmio della spesa pubblica.

Purtroppo la storia ci insegna che fino a quando ci saranno governi di sinistra sia a livello nazionale che locale, la problematica dell'abusivismo edilizio verrà accostata alla più comune delinquenza e che non vi saranno mai provvedimenti utili a sanare migliaia di pratiche lasciate in sospeso da oltre un ventennio.


Franco De Biasi - Blog politico
Tutti i diritti riservati 2019
Creato con Webnode Cookies
Crea il tuo sito web gratis! Questo sito è stato creato con Webnode. Crea il tuo sito gratuito oggi stesso! Inizia